Il BuJo e i disegnetti

Questa cosa del BuJo mi sta decisamente prendendo la mano e, a pensarci, credo sia un po’ colpa della mia amica Federica. Se l’estate scorsa lei non avesse scritto un post che parlava anche di bullet journal*, forse starei ancora accumulando quaderni, quadernetti e agende in maniera del tutto scriteriata. Invece Federica ha scritto quel post, io ho letto qualcosa sul metodo, mi è sembrato interessante, l’ho provato e non ne sono più uscita.

Per me, il BuJo è essenzialmente un planner, uno strumento funzionale che mi aiuta a organizzare al meglio la mia vita quotidiana (credo di averla già detta questa cosa, ma ho questa tendenza a ripetere le cose, quindi fateci l’abitudine e siate comprensivi… consideratemi la vostra bisnonna che racconta sempre la stessa storiella, convinta che la stia raccontando per la prima volta). Ma col passare del tempo, il BuJo ha cominciato a risvegliare quel briciolo di creatività che possiedo e che era andato in letargo anni e anni fa.

img_20161216_141707
pausa pranzo in ufficio, noia, disegnetto.

Non sono il tipo che passa – o passerebbe mai – ore a decorare una pagina che mi serve per ricordare quando ho lavato il copriletto per l’ultima volta o quanto ho speso per i prodotti della pulizia della casa nell’ultimo trimestre (credo di aver detto anche questa cosa… la bisnonna, mi raccomando!). Però, col passare del tempo, ho scoperto che di tanto in tanto mi piace aprire il BuJo, andare alla ricerca della prima pagina bianca disponibile e farci i disegnetti.

img_20161216_170819
pausa pranzo in ufficio, noia, disegnetto (vabbè, handettering)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E i disegnetti del BuJo sono diventati anche altro. Mi sono ricordata che da giovane (la bisnonna, sì!) mi piaceva disegnare e fare scritte a mano (handlettering, dice la gente seria), così quest’anno ho fatto a mano tutti i biglietti di Natale. E le targhette di accompagnamento. E un paio di caricature con citazione che ho incorniciato. E anche altre cose.

Chiariamo una cosa: le mie doti artistiche sono abbastanza scarse, e ne sono consapevole. Ma non mi importa, perché non è questo il punto. Non devo essere brava a fare i disegnetti o le scritte. Devo fare cose che mi piacciono, che mi rilassano, che mi facciano stare bene. E il BuJo, oltre che a pianificare, organizzare e programmare, a quanto sembra, serve anche a questo.

*[Federica, nel frattempo, è diventata una pro del bullet journaling e terrà un corso sull’argomento prossimamente. Tutte le info qui.]

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...